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2018-01-02 USA Bollettino Politico - Agenda Parlamentare Settimanale

January 02 2018
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“Civility is not a tactic or a sentiment; it is the determined choice of trust over cynicism, of community over chaos.”

George W. Bush, 2001 Inaugural Address

La riforma fiscale è alle spalle, ma l’attuale amministrazione e la leadership del partito devono ancora definire l’agenda legislativa per il 2018. Anche se il 30 gennaio 2018 il Presidente Trump terrà in Parlamento a seduta congiunta il consueto discorso sullo stato dell’Unione, e farà chiarezza sulla direzione politica della Casa Bianca per l’anno a venire, lo spettro delle elezioni di medio termine aleggia negli uffici della West Wing. Si vocifera che numerosi membri dello staff stiano per lasciare l’incarico – Gary Cohn, l’ex presidente di Goldman Sachs, dovrebbe dare le dimissioni alla fine di gennaio – e non è chiaro come verranno gestiti i rimpiazzi delle posizioni vacanti. La già debole influenza della Presidenza sui contenuti delle riforme parlamentari potrebbe essere seriamente minacciata da queste defezioni. In attesa del discorso del 30 gennaio, il Congresso deve affrontare una serie di questioni irrisolte che rischiano di mettere a repentaglio la stabilità del partito repubblicano. Ricordiamo inoltre che il GOP al Senato ha una maggioranza di 51 membri su 100 a causa della sconfitta in Alabama.

Per il parlamento è necessario evitare che scatti la procedura nota come “budget sequestration” e approvare lo Spending Bill.

 

  • Budget Sequestration: Oltre al limite di spesa fissato annualmente dallo Spending Bill e dal limite del debito fissato dal Debt Ceiling, la spesa governativa è soggetta ad alcuni limiti strutturali che, se oltrepassati nei processi di definizione del budget annuale, rischiano di decretare il taglio lineare automatico di alcuni importanti programmi di spesa come il programma Medicare, una serie di sussidi all’agricoltura o incentivi ai prestiti agli studenti. Se i partiti dovessero  raggiungere un accordo a gennaio, la procedura della budget sequestration sarebbe sterilizzata per altri due anni. In tal caso, il congresso potrebbe passare alla definizione dello Spending Bill onnicomprensivo, volto a finanziare il governo fino a settembre.
  • Spending Bill: entro il 19 gennaio 2018 deve essere approvato il disegno di legge che innalza il livello di spesa dell’amministrazione federale; qualora non dovesse essere raggiunto un accordo con i democratici, gli Stati Uniti sarebbero considerati in default tecnico. Il nodo principale della questione riguarda le politiche migratorie: da un lato il partito democratico vorrebbe proteggere gli interessi dei “dreamers”, ovvero dei minori entrati illegalmente negli Stati Uniti, protetti dalla deportazione grazie a un provvedimento della precedente amministrazione; dall’altro il GOP vorrebbe strappare ai democratici il finanziamento di maggiori misure di sicurezza al confine con il Messico – Trump sarebbe inoltre intenzionato a inserirvi la costruzione del muro al confine, rischiando così di far saltare le trattative.
  • Supporto alle vittime di disastri naturali: il Senato aveva rimandato a gennaio la discussione del disegno di legge volto a sbloccare finanziamenti pari a $81 miliardi  per le vittime degli uragani in Texas, Florida e Porto Rico, e degli incendi in California.
  • Stabilizzazione mercati assicurativi sanitari: la Senatrice Rep. Collins aveva dato supporto alla riforma fiscale chiedendo in cambio a McConnel il supporto per  l’approvazione di misure volte a consolidare i mercati delle assicurazioni sanitari, minacciati dal repeal dell’individual mandate. Tuttavia, gran parte dei Deputati Rep. alla camera e lo stesso Ryan non si sentono vincolati a questo accordo e potrebbero ignorare la promessa del leader del Senato. Se la Collins dovesse essere tradita dal suo stesso partito, allora la maggioranza GOP al Senato potrà far leva soltanto sul voto del Vice Presidente Pence.
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